L’impegno di Aset spa
ASET S.p.A. si occupa di servizi idrici con esperienza ormai pluridecennale. L’Azienda svolge l’attività di gestore del servizio nel territorio di Fano, Mondolfo e Monte Porzio per affidamento da parte degli stessi Enti comunali.
ASET svolge sia le attività di prelievo dell’acqua da fonti naturali, della sua potabilizzazione e successiva distribuzione in case, edifici, attività ed in tutti i punti in cui sono presenti tubazioni del Pubblico acquedotto. Di seguito, una panoramica sulle caratteristiche del servizio.
L’acqua viene prelevata dalle risorse naturali presenti nel territorio che possono essere suddivise in fonti di superficie (il Fiume Metauro per il solo Comune di Fano) e fonti nel sottosuolo (acqua di falda prelevata dai pozzi gestiti da ASET).
I volumi prelevati dall’ambiente sono subito dopo potabilizzati attraverso differenti tecnologie, perché sono diverse sono le sostanze che allo stato naturale la rendono non idonea al consumo. In particolare le acque provenienti da fonti di superficie sono potabilizzate attraverso sistemi biologici di sedimentazione e sistemi di filtrazione (potabilizzatore in loc. Torno) mentre le acque provenienti dal sottosuolo, in caso di presenza di inquinanti sono potabilizzate attraverso sistemi tecnologicamente avanzati basati sull’osmosi inversa (presenti in tutti e tre i comuni gestiti).
L’acqua diventata idonea al consumo, viene poi trasferita nei serbatoi principali capaci di immagazzinarne in grandi quantità, i quali a loro volta la distribuiscono o a serbatoi minori o direttamente alle utenze. Questa fase, benché avvenga in modo naturale sfruttando l’altitudine dei serbatoi, è in realtà molto delicata perché una volta resa potabile, è necessario che le caratteristiche dell’acqua siano mantenute inalterate per tutto il tempo che questa permane nei serbatoi, nelle condotte interrate, sino a raggiungere abitazioni ed edifici. Ed è qui che il personale aziendale interviene costantemente per controllare e garantire la qualità attraverso interventi precisi e puntuali ed una campagna di analisi di laboratorio molto diffusa.
Ma il vero motore della politica gestionale di ASET è vedere l’acqua non come un semplice bene di consumo ma come una vera e propria risorsa, come un bene essenziale da salvaguardare. Ecco perché le attività tecniche e manutentive si spingono oltre, con l’obiettivo di ridurre le perdite e gli sprechi, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ad un corretto uso dell’acqua potabile che sgorga dai rubinetti.
Recupero e riduzione delle perdite
Una corretta politica di recupero delle perdite non può discostarsi da un serio programma annuale di risanamento, sostituzione e potenziamento delle reti acquedottistiche in quei tratti ove il cattivo stato di conservazione delle tubazioni impedisce una normale distribuzione all’utenza. Peraltro, aspetto non trascurabile è l’economia di gestione che può derivare da tali investimenti, grazie sia al recupero delle perdite, sia alla diminuzione degli interventi di manutenzione delle condotte.
Con questo scopo, ASET pianifica costantemente investimenti al fine di mantenere efficiente il sistema di distribuzione di acqua affinché il volume di acqua dispersa tenda sempre a diminuire nel tempo.
Distrettualizzazione
Il perseguimento degli obiettivi di recupero delle perdite ha spinto Aset S.p.A. ad applicare le tecnologie esistenti per l’installazione di meccanismi di regolazione delle portate e delle pressioni applicati a vari settori del territorio.
Il progetto realizzato da Aset S.p.A. in collaborazione con ditte specializzate nel settore, partendo da uno studio teorico, cui è seguita un’attenta fase di sperimentazione sul campo, ha prodotto un sistema che consente l’autoregolazione della pressione all’interno di sezioni di rete idrica (denominate distretti), appartenenti agli impianti di distribuzione dell’acqua potabile. Semplificando, il concetto alla base dei meccanismi applicati è quello secondo il quale, in una tubazione idrica, a pressione minore, corrisponde minor flusso e quindi minor consumo di acqua.
Il processo che si determina all’interno di condutture afferenti ad ogni singolo distretto è volto a raggiungere i seguenti scopi:
- riduzione sensibile delle perdite di acqua causate dallo stato di conservazione dell’impianto (dovute a fessure nelle tubazioni, perdite nei giunti, ecc.);
- riduzione sensibile della frazione del consumo di acqua da parte dell’utente finale che va sprecato;
- riduzione dello stress delle tubazioni e conseguentemente della possibilità di creare nuove fessurazioni;
- riduzione dei consumi energetici.
Telelettura
La telelettura applicata alle utenze idriche è una gestione avanzata dei contatori idrici che, oltre a consentire la lettura dei consumi a distanza, permette di individuare tempestivamente la presenza di perdite nella rete pubblica e negli impianti privati.
Alla luce dei risultati ottenuti, nel 2008, il progetto è stato esteso ai quartieri di Fano denominati “Vallato”e “Colonna” e parzialmente in via Fiume, coinvolgendo un totale di n. 852 contatori di utenza e n. 7 di rete. Nel 2010, sono stati inclusi nel programma di telelettura ulteriori n. 700 contatori circa ubicati nella zona nuova del quartiere “Sant’Orso” e nel quartiere di “Tre Ponti”.
Nel 2005, è stato lanciato il primo progetto sperimentale di distretto nel quartiere di Fano denominato “Fano 2”, con l’interessamento di n. 58 contatori di utenza e n. 3 di rete.
Nel corso dell’anno 2012, è previsto un ulteriore estendimento del progetto al quartiere di “Sant’Orso Vecchio” (n. 1200 contatori circa) al termine del quale le utenze telelette raggiungeranno circa il 15% delle utenze totali.
Ad oggi il sistema di Telelettura si è notevolmente diffuso nei territori gestiti, superando il 60% delle utenze totali gestite.
Il sistema di telelettura permette di leggere da remoto i contatori allacciati alla rete. Il funzionamento si basa sull’applicazione al normale contatore di utenza di un dispositivo lancia impulsi. La centralina trasmette dati ad un ripetitore collocato nelle vicinanze. Il ripetitore, a sua volta, trasmette tali dati ad un concentratore ovvero un punt od iraccolta dati il quale è dotato al suo interno di un modem in collegamento con la centrale di rilevazione. Ogni qualvolta dalle centrale s’intendano rilevare le teleletture, collegandosi al modem, si invia un segnale ai vari dispositivi connessi il quale attiva il flusso di dati di ritorno.
La contabilizzazione delle perdite avviene mediante un dispositivo collegato all’ingresso del distretto che misura l’acqua in entrata. Il volume della perdita all’interno del distretto si rileva per differenza tra il quantitativo di acqua misurata dal dispositivo all’ingresso nel distretto e l’acqua complessivamente registrata dai contatori di utenza nello stesso.
Riguardo ai timori legati ai possibili effetti sulla salute dell’uomo generati dall’esposizione a campi elettromagnetici che le comunicazioni bidirezionali wi-fi potrebbero indurre e quindi sull’utilizzo delle tecnologie applicate agli smart meter, è opportuno evidenziare che i monitoraggi effettuati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (ARPAM) sugli apparati per la trasmissione wireless dei dati relativi al consumo idrico hanno evidenziato il pieno rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla legge, del valore di attenzione, dell’obiettivo di qualità e dei divieti di installazione.
Riduzione degli sprechi
Aset S.p.A. è impegnata in prima persona nella promozione della cultura del risparmio idrico attraverso la partecipazione a campagne e ad eventi espressamente dedicati e soprattutto attraverso la continua informazione all’utenza sulla qualità dell’acqua erogata dalle reti di distribuzione gestite direttamente.
L’acqua, bene prezioso ed indispensabile a tutte le attività umane, non è infinita, non è facile da procurarsi e qualsiasi forma di purificazione finalizzata a renderla potabile è molto costosa. Ridurre gli sprechi diventa, pertanto, un imperativo categorico.