Fonti di approvvigionamento

Aset S.p.A. si occupa, con esperienza decennale, di servizi idrici. L’Azienda svolge l’attività di gestore del servizio nel territorio di Fano, Mondolfo e Monte Porzio per affidamento diretto da parte dei rispettivi enti locali. Di seguito, una panoramica sulle caratteristiche del servizio idrico.

FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO

Nel territorio del Comune di Fano, l’acqua potabile distribuita all’utenza dalle reti dell’acquedotto gestito da Aset S.p.A. è il risultato finale della miscelazione, effettuata in appositi invasi, delle seguenti fonti di approvvigionamento:

ACQUE SUPERFICIALI:

  • acqua fluente captata dal fiume Metauro, derivata a Ponte degli Alberi, assoggettata a processo di potabilizzazione in località San Francesco di Saltara e consegnata dall’Acquedotto Intercomunale “Ponte degli Alberi” nei punti di prelievo ubicati in via Baretti e in via Fanella del Comune di Fano;
  • acqua fluente captata dal fiume Metauro, derivata in località Cerbara su territorio del Comune di Fano, assoggettata in parte a processo di potabilizzazione ed in parte a ricarica della falda in zona Torno.

Le acque provenienti sia dall’impianto di potabilizzazione di Torno, sia dai pozzi produttivi della falda rialimentata affluiscono ad una vasca di stoccaggio e quindi al serbatoio di Monte Illuminato (Centinarola). Miscelate con tutte le altre acque (sia del potabilizzatore di S. Francesco di Saltara, che dei pozzi comunali) vengono immesse in rete, dopo essere state esaminate con apposito impianto di telecontrollo al fine di verificare la qualità dell’acqua erogata, con particolare riferimento alla concentrazione di nitrati.

ACQUE PROFONDE:

  • Falda naturale: articolata in più fonti, costituita da pozzi che emungono acqua dalla falda naturale nel territorio comunale fanese, acqua che viene impiegata limitatamente nel processo di miscelazione a causa dell’elevato contenuto di nitrati.

Nel Comune di Mondolfo, l’approvvigionamento idrico deriva interamente da acque profonde mediante pozzi terebrati nel territorio comunale, presenti in maggior numero nella località “Sterpettine”. Tali pozzi emungono acqua da una falda alimentata da venute provenienti dal bacino trasversale che trae origine dalle colline mondolfesi. Nonostante la prevalenza di coltivazioni intensive nei terreni a monte, l’acqua attinta presenta caratteristiche qualitative e quantitative apprezzabili.

Il crescente fabbisogno di acqua di buona qualità e l’instabilità della falda di Sterpettine evidenziata nell’arco degli anni, ha spinto Amministrazione locale ed Aset S.p.A. ad intraprendere un progetto di ricerca e monitoraggio di acque sotterranee adatte alla captazione acquedottistica, ossia con caratteristiche tali da soddisfare i requisiti di legge. Lo studio ha condotto all’individuazione di aree idonee nei pressi del fiume Cesano, ove sono stati realizzati due pozzi di captazione. Nel 2006, per abbattere i continui fenomeni di oscillazione degli inquinanti salini rilevati in falda, è stato attivato un impianto di osmosi, al fine di garantire la distribuzione di acqua con caratteristiche che rispettino fedelmente i dettami dei dispositivi di legge vigenti in materia.

Nel Comune di Monte Porzio, il sistema di approvvigionamento idropotabile è molto simile a quello visto nel Comune di Mondolfo, vale a dire deriva dai pozzi terebrati nel territorio comunale, ubicati, questi, nella piana alluvionale del fiume Cesano.
L’acqua attinta, di scarsa qualità, ma di apprezzabile quantità, viene, anche in questo caso, trattata in parte attraverso un impianto ad “osmosi inversa”.

L'immagine che segue si riferisce all’impianto ad osmosi inversa installato in località Metaurilia del Comune di Fano, per il trattamento e la potabilizzazione dell’acqua di falda.

Il trattamento ad osmosi inversa si basa su un principio chimico – fisico del tutto naturale (la c.d. osmosi) in virtù del quale, tra due soluzioni con diversa densità, separate da una membrana semipermeabile, il fluido con densità minore tende a penetrare verso quello con densità maggiore fino al raggiungimento dell’uniformità di concentrazione tra le due soluzioni. Negli impianti ad osmosi inversa, si applica artificialmente una spinta inversa a quella dell’osmosi naturale volta ad ottenere una separazione della soluzione (che, negli impianti acquedottistici, è costituita da acqua grezza di pozzo) tra una frazione più pura (c.d. permeato) da distribuire ed una più concentrata, ridotta in volume e smaltita in fognatura.

L’impianto ubicato a Metaurilia, composto da complesse strumentazione, quadri elettrici, automazione ed accessori specifici, tratta le acque grezze provenienti da n. 6 pozzi terebrati nel territorio circostante, immagazzinate e stoccate in un’apposita vasca denominata “vasca acqua grezza” ed è stato progettato in considerazione dei parametri chimici/fisici di tali acque.

Tra le caratteristiche tecniche dell’impianto:

Portata acqua prodotta (permeato) 1728 m3/giorno
Conducibilità acqua prodotta minore di 60 µS/cm
Pressione acqua prodotta max 0,7 bar
Pressione massima di esercizio 13 bar
Fattore medio di recupero 75 %