Più che una discarica
La discarica di Monteschiantello, gestita da ASET S.p.A., è un impianto per Rifiuti non Pericolosi progettato e monitorato secondo i più alti standard ambientali.
Grazie a sistemi di impermeabilizzazione, captazione del biogas, trattamento del percolato e controlli costanti su tutte le matrici ambientali, l’impianto opera in totale sicurezza e con un impatto ambientale trascurabile.
L’impegno di ASET è finalizzato a minimizzare gli impatti ambientali, garantire la tutela del territorio e della salute dei cittadini, valorizzare il recupero energetico dai rifiuti e destinare in discarica solo ciò che non può essere riciclato. Un approccio che unisce tecnologia, sostenibilità e responsabilità sociale.
Per questo Monteschiantello non è solo un luogo di smaltimento, ma anche uno spazio di educazione e consapevolezza ambientale: qui vengono organizzate visite didattiche ed eventi culturali per avvicinare scuole, associazioni e cittadini al tema della gestione sostenibile dei rifiuti. Una discarica sicura, trasparente e aperta al territorio: simbolo dell’impegno quotidiano di ASET per un futuro più pulito e sostenibile.
La Discarica di Fano – Monteschiantello è classificata come discarica per rifiuti non pericolosi secondo il D.Lgs. 36/2003.
Si trova in un’area rurale del Comune di Fano, scelta per le sue caratteristiche geologiche ottimali (argille a bassissima permeabilità e assenza di falda acquifera). L’impianto si estende per circa 25 ettari e accoglie rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi, nel pieno rispetto delle norme ambientali e di sicurezza.

Storia e bacini di smaltimento
Bacino 1: attivo dal 1978 al 1995, oggi completamente sigillato e rinaturalizzato.
Bacino 2 – Zona 1: attivo fino al 2008, con fasi di riapertura e copertura provvisoria, attualmente in attesa di ricarico conseguente alla normale evoluzione degli assestamenti
Bacino 2 – Zone 2-5: operativo dal 2009, con capacità complessiva di circa 930.000 mc; grazie ai risultati della raccolta differenziata e alla accorta prassi gestionale, si stima l’operatività fino al 2027-2028.
All’interno dell’impianto è presente (dal 2010) anche una piattaforma di valorizzazione della frazione verde (sfalci e potature), proveniente da aziende ed enti, avviata agli impianti di compostaggio.
Gestione e conferimenti
La discarica serve i Comuni dell’ambito di competenza,in particolare Fano, Mondolfo, San Costanzo, Monte Porzio, Cartoceto, Colli al Metauro, Fossombrone, Mondavio, Pergola, Sant’Ippolito, Isola del Piano, Montefelcino, San Lorenzo in Campo e Terre Roveresche.
L’impianto è di proprietà ASET, che gestisce anche la captazione e valorizzazione energetica del biogas prodotto.
I NUMERI DELLA DISCARICA
Come funziona una discarica?
La discarica controllata è un impianto progettato per gestire in modo sicuro i rifiuti che non possono essere recuperati o riciclati. Ogni fase è regolata da norme precise e monitorata costantemente, per garantire la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Il funzionamento della discarica si basa su un sistema controllato e organizzato:
- Conferimento dei rifiuti: i rifiuti arrivano in discarica dopo essere stati raccolti e selezionati. Prima dell’ingresso vengono verificati e controllati per garantire che siano idonei allo smaltimento.
- Trattamento: i rifiuti urbani indifferenziati subiscono un trattamento di trito-vagliatura. Il trattamento è finalizzato alla separazione della componente inorganica/secca da quella organica/umida.
La componente inorganica viene direttamente smaltita in discarica.
Al fine di ridurre gli impatti ambientali (emissioni in atmosfera, produzione di percolato), la componente organica viene invece biostabilizzata presso un impianto esterno (Ca’ Lucio di Urbino); successivamente anche la componente organica biostabilizzata viene smaltita in discarica. - Deposito a strati compattati: i rifiuti vengono stoccati a strati e compattati, per minimizzare i vuoti e ottimizzare la capacità volumetrica della discarica.
- Processi naturali di fermentazione: all’interno della massa dei rifiuti si attivano processi di decomposizione della materia organica residua, che avvengono in modo naturale e controllato.
- Produzione di percolato: durante questi processi si forma il percolato, un liquido derivante dall’infiltrazione dell’acqua e dalla decomposizione dei rifiuti, che viene raccolto e trattato.
- Produzione e gestione del biogas: la fermentazione genera anche biogas, composto principalmente da metano e anidride carbonica, che viene captato e gestito per ridurre le emissioni e produrre energia.
Come viene garantita da Aset la sicurezza ambientale della discarica?
Il fondo e le pareti della discarica sono protetti da barriere impermeabili multistrato (argilla naturale, geocompositi bentonitici e geomembrane), integrate da geotessuti di protezione e drenaggio, per evitare qualsiasi dispersione di inquinanti nel suolo.
Il percolato viene intercettato attraverso sistemi di drenaggio, raccolto e pretrattato in sito, per poi essere inviato agli impianti di depurazione autorizzati.
La discarica è dotato di circa 120 pozzi di captazione del biogas, collegati a 13 stazioni di regolazione, di cui alcune equipaggiate con sistemi automatici “intelligenti” per ottimizzare i flussi di captazione.
il biogas raccolto viene utilizzato per produrre energia elettrica, con una produzione di circa 2.700 MWh/anno, di cui oltre 2.200 MWh/anno immessi nella rete nazionale. A questa si aggiunge l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico installato nella discarica in post-gestione, pari a circa 1.150 MWh/anno, equivalenti al fabbisogno di oltre 1.000 famiglie.

