Ottimizzazione e potenziamento delle risorse

Ampliamento dell'acquedotto
Un primo intervento, urgente ed indifferibile, è quello che prevede il convogliamento dell’acqua dell’acquedotto del Capoluogo, a basso tenore di nitrati, alla frazione di Magliano, dove l’acqua in distribuzione, proveniente dalla omonima sorgente, è ricca di nitrati.
Con l’occasione la rete idrica potrà essere estesa anche alle località di Monte Giove e Prelato.
Altri ampliamenti previsti, che riguardano la zona di Bellocchi-Torno, l’appovvigionamento idropotabile alla zona industriale di Bellocchi di Fano, la rete idrica di Roccosambaccio, Cannelle e San Cesareo saranno resi possibili dal raddoppio degli impianti in zona Torno.
 
- Magliano
Anche la Frazione è ora alimentata dall’acqua dell’Acquedotto di Cuccurano, convogliata al serbatoio di accumulo ed erogazione di Magliano tramite la rete idrica di San Cesareo ed una piccola stazione di risollevamento posizionata a valle.
Con tale opera viene risolto in maniera definitiva l’annoso problema idrico della piccola Frazione, nelle cui acque della omonima Sorgente si riscontrava una eccessiva presenza di nitrati.
In generale si può affermare che nel Comune di Fano il “Piano di risanamento delle acque destinate al consumo umano” a suo tempo inserito nel più ampio “Piano di risanamento” trasmesso dalla Regione Marche al Ministero della Sanità e al Ministero dell’Ambiente, in applicazione del DPR 236/88 ed in attuazione della direttiva CEE 80/778, è stato completato.

- Zona Industriale
La Zona Industriale di Bellocchi di Fano, in fase di avanzata attuazione, soddisfava  le proprie esigenze idriche approvvigionandosi da pozzi privati di dubbia potabilità.
Soltanto una ridotta parte di tali aziende, collocata nella zona denominata “Piccola Industria” è servita da una rete comunale esistente alimentata da un pozzo locale su cui insiste una ordinanza sindacale di non potabilità emessa a scopo cautelativo (Ord. N. 26  del 09/02/88).
Recentemente, grazie alla possibilità di poter derivare dall’acquedotto della frazione Bellocchi una portata complessiva non superiore a 11,00 lt./sec., è stato reso possibile realizzare un intervento di 1° stralcio per l’erogazione dell’acqua, tramite l’acquedotto comunale, al Centro di Progettazione della “Snamprogetti” al Pastificio IRIS, all’Ipermercato Auchan ed altre utenze limitrofe alle suddette aziende.
Con la realizzazione  del nuovo  progetto ”Potenziamento della rete idrica della zona di Bellocchi”  completato nel Giugno 2009, si  è assicurato l’approvvigionamento idrico all’intera Area Industriale, costituita dalla zona tecnica distributiva vecchia e nuova, dalle zone commerciali, residenziali di completamento per insediamenti civili, industriali, artigianali e nuclei agricoli, ponendo le basi per eventuali futuri ampliamenti dell’omonima zona Industriale.

- Prelato/Monte Giove
Il “ Piano di risanamento delle acque destinate al consumo umano,” a suo tempo adottato dal Comune di Fano, ha favorito l’avvenuta realizzazione dei seguenti progetti, già in servizio da diversi anni:

A)- Costruzione dell’acquedotto per il Fenile, che ha permesso il convogliamento dell’acqua dell’Acquedotto del Capoluogo alla frazione Fenile.
B)- Costruzione Acquedotto per Carignano, che preleva parte dell’acqua condotta al Fenile per convogliarla alla frazione Carignano.

Ma l’acquedotto per Carignano non è stato costruito al solo ed esclusivo uso dell’omonima Frazione.
La vasca di accumulo e risollevamento ubicata in località Ponte Varano è stata appositamente dimensionata per sopperire anche ai futuri fabbisogni idrici delle località Prelato e Montegiove, ancora prive di rete idrica comunale.

Anche la zona di Prelato può finalmente contare sull’acqua potabile dell’acquedotto. Dopo anni di attesa è stato completato il serbatoio e le condotte per fornire di acqua potabile gli abitanti di questa parte del Comune. La condotta, lunga sei chilometri e mezzo, è stata inaugurata lo scorso 25 giugno e rappresenta il risultato del lavoro sinergico tra Amministrazione comunale, Aset Spa che ha eseguito i lavori e Aset Holding, società che ha finanziato l’intervento per circa 750mila euro.
L’acqua viene risollevata fino a 175 metri sul livello del mare ed il serbatoio di Prelato viene rifornito di acqua dal sistema di pompaggio ubicato nel serbatoio di Ponte Varano, così si alimentano le zone di Prelato e Montegiove. Tutto è monitorato attraverso tecnologia wireless che permette il telecontrollo della rete.
Quello appena concluso è il primo stralcio dell’opera. Il cantiere per la seconda tranche partirà a settembre: un investimento di 200mila euro per una condotta di un chilometro e mezzo che distribuirà l’acqua nella zona di Montegiove.

Politica di recupero perdite
Una sana politica di recupero perdite non può discostarsi da un serio programma annuale di risanamento e potenziamento delle reti acquedottistiche in quei tratti ove il cattivo stato di conservazione delle tubazioni impedisce anche una normale erogazione all’utenza. In tal caso va evidenziata l’economia di gestione prevista in relazione sia al recupero delle perdite, sia alla diminuzione degli interventi di manutenzione delle condotte.
A tal proposito è necessario che venga razionalizzato il funzionamento e la gestione delle reti di distribuzione inserendo nei nodi interessati nuovi organi di manovra e regolamentazione, inoltre va dato inizio al processo di “distrettizzazione delle reti” in ottemperanza a quanto stabilito dal D.L. n. 99 del 08.01.97  “Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature”.
Altro elemento non meno significativo per il recupero delle perdite consiste nell’avvio di una sistematica campagna annuale di sostituzione e rinnovamento di una quota fissa degli oltre 18.000 contatori installati all’utenza.

Distrettualizzazione
La politica di recupero delle perdite ha portato  Aset S.p.A., attraverso nuove tecnologie a progettare Sistemi di regolazione delle portate e pressioni in sistemi idraulicamente distrettualizzati.
Il progetto è stato realizzato interamente  da  Aset  S.p.A., in collaborazione con la ditta Chemitec Srl la quale ha brevettato il sistema di regolazione, e la ditta Raci, attraverso uno studio teorico ed in seguito ad una fase di sperimentazione sul campo, allo scopo di produrre un sistema di auto-regolazione della pressione all’interno di sezioni di reti idriche, denominate distretti, facenti parte di impianti di distribuzione dell’acqua potabile.

Tale processo, che avviene all’interno di condutture afferenti a  ogni singolo distretto, ha lo scopo di ottenere, pur garantendo in tutti i punti della rete il mantenimento del servizio acquedottistico, i seguenti obiettivi :

• Riduzione sensibile delle perdite di acqua causate dal normale stato dell’impianto (dovute a fessure delle tubazioni, perdite dei giunti, ecc),
• Riduzione sensibile del consumo di acqua da parte dell’utente finale,
• Riduzione dello stress delle tubazioni, con riduzione di nuove fessurazioni,
• Riduzione dei consumi energetici.

Questo risultato si è ottenuto  diminuendo, in modo ragionato, la pressione nella tubazione di ingresso al distretto, in funzione della pressione periferica minima che si desidera mantenere.
Il concetto principale è individuato dal fatto che, in una tubazione, a pressione minore corrisponda minor flusso e quindi minore consumo di acqua.

 

 

Attualmente sono stati realizzati cinque distretti nel territorio di Fano, a sud del Fiume Metauro (anno 2004),  Zona Lido, Sassonia  (anno 2006), Cuccurano / Falcineto (2007)  ed è in fase di lancio il nuovo Distretto per la zona Fafani, operativo dai primi di Ottobre 2009.

 

 

 

I Grafici  sotto riportati rappresentano  l’andamento della produzione  nei comparti acquedottistici contenenti aree  distrettualizzate.

In ogni grafico sono riportati i valori di portata  ridotta nei periodi di riferimento.

 

Dal 2006 al 2008  si è ottenuto una riduzione  di  775.015 Mc pari all’ 11.40% della produzione del capoluogo.

 

Dal 2004 al 2005  si è ottenuto una riduzione di 176.845 Mc pari al 16.81% della produzione del comparto acquedottistico.

 

Distretto Cuccurano dal 2007 al 2008 si è ottenuto una riduzione  di  114.756 Mc pari all’ 222.26% della produzione del comparto acquedottistico.

Sistema di telelettura

La telelettura applicata alle utenze idriche è un’avanzata gestione dei contatori idrici che permette di individuare perdite nella rete e far partire l’intervento di riparazione.
Nel 2005 è stato eseguito il primo distretto sperimentale di Fano 2 che comprende 1,3 km di rete e 58 (+3 di rete) contatori per un investimento di diecimila euro.
Alla luce dei risultati ottenuti, nel 2008 il progetto è stato esteso ai quartieri Vallato, Colonna e parte di via Fiume che comprendono 10,5 km di rete e 852 (+7 di rete) contatori, con un intervento di centomila euro.
Entro il 2010 saranno collegati circa 700 contatori della parte nuova di Sant’Orso e del quartiere di Treponti.
Con questo sistema si ottiene un duplice vantaggio, per Aset e per l’utente, perché nella maggior parte dei casi la rottura viene rilevata prima che l’acqua affiori in superficie, e si riesce anche a determinare la perdita di un impianto interno di proprietà dell’utente.
Si rammenta agli utenti che i monitoraggi effettuati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (Arpam) sugli apparati per la trasmissione dei dati sul consumo idrico hanno evidenziato la piena compatibilità con il rispetto dei limiti di esposizione previsti, del valore di attenzione, dell’obiettivo di qualità e con il rispetto dei divieti di installazione.

Allegato (presentazione in Power Point)

Riduzione degli sprechi

Si deve proseguire la campagna sistematica di informazione all’utenza sulla qualità dell’acqua in distribuzione, mettendo particolarmente in evidenza che l’acqua, bene prezioso ed indispensabile a tutte le attività umane, non è infinita, non è facile da procurarsi e che qualsiasi forma di purificazione finalizzata a renderla potabile è molto costosa.
Altre forme di riduzione degli sprechi sono:
• Il rispetto del vigente regolamento per la distribuzione dell’acqua potabile;
• Il rispetto dell’ordinanza di divieto di innaffiamento in vigore;
• Il ricircolo dell’acqua in uso in tutte le fontane ornamentali cittadine;
• Il ricircolo dell’acqua in tutte quelle forme private in cui non è indispensabile che l’acqua utilizzata sia potabile.

 

 

Foto n.1 - Serbatoio di Monte Illuminato. Capacità mc. 4000+1000. Al servizio dell’Acquedotto del Capoluogo. Impianto di telecontrollo completo di monitoraggio ed automazione delle fonti di approvvigionamento. Garantisce una gestione ottimale ed affidabile delle diverse risorse, consentendo di controllare costantemente la qualità dell’acqua erogata mediante l’utilizzo pilotato delle molteplici topologie di risorse idriche disponibili.
 
Foto n.2 - Impianto di potabilizzazione in zona Torno. Al servizio del Capoluogo e dell’Acquedotto di Cuccurano, Carrara e Cannelle.
Quadro di comando, automazione e controllo del ciclo completo di chiariflocculazione, chiarificazione ed assorbimento delle sostanze organiche solubili eventualmente presenti nell’acqua grezza prelevata dal fiume Metauro.
 
Foto n.3 e n.4 - Serbatoio di accumulo e distribuzione di Monteschiantello.
Capacità mc. 1400. Al servizio dell’Acquedotto a Sud del fiume Metauro.

  • a sinistra: batteria di filtri a sabbia per affinare ulteriormente le operazioni di chiarificazione;
  • a destra: batteria di filtri a carbone attivo deputati all’assorbimento delle sostanze organiche solubili eventualmente presenti.

Foto n.6 - Serbatoio di Monte Illuminato.
Apparecchiature per il controllo della qualità dell’acqua in arrivo dalle diverse fonti di approvvigionamento ed in erogazione, in seguito alla miscelazione.
 
Foto n.7 - Serbatoio di Monte Illuminato.
Batteria di condotte, complete di organi e pezzi speciali di sezionamento e manovra, in arrivo e distribuzione.
 
Foto n.8 - Impianto di Potabilizzazione in zona Torno.
Manufatto di cemento a sezione cilindrica con funzione di chiariflocculatore. Vi arrivano le acque già sottoposte ad un primo passaggio attraverso una serie di cinque coppie di filtri a sabbia e successiva clorazione.


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